IN UNA NOTTE DI TEMPORALE

Classe quinta B


SETTIMANA INTERCULTURA

In una notte di temporale un lupo e una capra vanno a ripararsi in un antro buio e non si vedono l'uno con l'altro.

Il lupo pensa di trovarsi con un suo simile e la pecora anche.

 I  due  fanno amicizia e capiscono di avere molte cose in comune, pur essendo a loro insaputa molto diversi.

Così si danno appuntamento il giorno successivo alla luce del sole per incontrarsi e conoscersi meglio. 

Per potersi riconoscere stabiliscono una parola d'ordine:

"IN UNA NOTTE DI TEMPORALE".

Amici di una notte di temporale rimarremo...

Erano le undici di mattina ed entrambi si stavano preparando per incontrare il nuovo amico ; la capretta pensando di trovare una sua simile si disse : "Potrei accompagnarla a casa mia , farla conoscere ai miei famigliari e poi le preparerò un buon pranzetto a base di erba e per dessert un dolce a base di fiori". Soddisfatta del suo programma si mise un fiocco rosa, prese la borsetta e si incamminò. Il lupo pensando di trovare un altro lupo si disse: "Potremmo andare a fare pranzo sulle colline e dopo lo accompagnerò fino a casa mia !". Anche lui emozionato mise la cravatta e si incamminò.

Arrivarono entrambi alla capanna verso mezzogiorno, il sole splendeva in alto nel cielo facendo risplendere le foglie ancora bagnate dal temporale, l'erba era verde brillante e i massi umidi erano ricoperti di muschio .

Arrivati alla capanna iniziarono a chiamare: "Dove è il mio nuovo amico di una notte di temporale?". Sentendo l'uno la voce dell' altro continuarono ad andare avanti e così si incontrarono. "Un lupo ?", "Una capra?" esclamarono contemporaneamente. Al lupo venne d' istinto di mangiare la capra, ma poi si fermò a pensare e si disse: "Ma perchè dovrei farlo sè è stata lei a consolarmi quando avevo male , paura e freddo e se è con lei che ho molte cose in comune, solo perchè è una capra?"

La capra, invece, era spaventata e voleva scappare, ma ci pensò e si disse: "Dopo tutto è stato lui ad abbracciarmi e a dirmi che avevamo molte cose in comune, perchè non diventare del tutto amici?".

Così entrambi rimasero dove erano, ma il primo a parlare fu il lupo, che disse: " Ascolta, io non voglio mangiarti solo perchè sei una capretta! Rimaniamo amici per sempre!".

E fu così che promisero: " Amici di una notte di temporale rimarremo per l'eternità, fiducia avremo gli uni negli altri e segreti mai avremo!". Questa avventura ci insegna che molte volte si giudicano le persone dall'aspetto e non dal carattere. 

Bisogna fare come loro che, che superando la diversità, hanno avuto fiducia, coraggio e spirito di unione! 

Irene


Un amico vero è quello che ti sta accanto...

Era il giorno dell'incontro tra i due animali e, dato che era ancora presto, si stavano preparando ognuno a casa propria. La capretta si stava ammorbidendo il pelo con un pettine, poi si truccò e dopo essersi spruzzata un buonissimo profumo si incamminò pensando a cosa avrebbe fatto con il suo nuovo amico: "Potremmo correre per i campi e cercare la migliore erba da mangiare, annusare i fiori oppure rincorrere una farfalla e cercare di prenderla!". Contemporaneamente il lupo si stava spalmando una crema sulla gamba, poi si mise una cravatta a quadretti azzurri e blu e anche lui si incamminò. "Sono sicuro che mi divertirò molto, ma ancora di più se andremo a caccia di carne!", disse tra sè e sè la bestia. Arrivato davanti alla grotta, il lupo pronunciò le parole stabilite gridando: "In una notte di temporale!". L'antro era illuminato dal sole, l'erba era di un verde intenso e nel cielo non si intravedevano nuvole. La capretta, che era seduta dietro alla grotta per aspettare, sentendo quelle parole capì che era arrivato il suo amico e le disse pure lei. Poi andò a vedere e si ritrovò davanti un lupo e viceversa il lupo si trovò innanzi una tenera capretta. La bestia nera aveva voglia di mangiarla, ma poi pensò: "No, non posso fare una cosa simile a un animale così bianco e bello che mi è stato vicino la notte scorsa". La capretta, tutta impaurita, stava per scappare via, poi però si rese conto che il lupo non l'avrebbe mangiata, perchè erano diventati amici. Ci fu un minuto di silenzio e subito dopo si abbracciarono felicemente. Da quel momento i due diventarono grandissimi compagni fedeli, che ogni giorno giocavano insieme e si sostenevano l'uno con l'altro come avevano fatto quella notte. Questa storia mi ha insegnato che anche se si è diversi si può diventare amici. Non dobbiamo giudicare una persona dall'aspetto esteriore, ma da quello interiore; quindi è un amico davvero chi è bravo, si sacrifica e ti sta accanto in momenti brutti, difficili, ma anche belli. Dobbiamo rispettare la diversità altrui. 

Elisa

Nell'amicizia contano solo i sentimenti...

La mattina dopo il lupo pensò cosa avrebbe potuto fare con l’amico e la capra fece lo stesso. Il lupo portò con sé tanti rametti, perché pensò che se avessero avuto freddo avrebbero potuto accendere un fuoco per scaldarsi; invece la capra pensò di portare dell’acqua così se avessero avuto sete, avrebbero potuto dissetarsi. Arrivarono assieme e prima che si vedessero dissero:

 -In una notte di temporale-. Entrambi corsero davanti alla grotta, pensando di trovare un loro simile, invece il lupo trovò una capra e a sua volta la capra vide un lupo. Il lupo d’istinto inseguì la capra per i pascoli, ma poi si fermò e  le chiese: "Ieri sera eri tu nella grotta con me ?" e lei rispose "Sì!". Allora il lupo la ringrazio per l'aiuto che gli aveva dato, si scusò per l’accaduto, le promise che non avrebbe mai più mangiato carne e sarebbe diventato vegetariano. La capretta disse : "Bene allora puoi venire a conoscere i miei parenti e dopo ti insegnerò a brucare l’erba, va bene?" Il lupo rispose di sì. Dopo aver deciso tutte queste cose, tornarono a casa sfiniti, ma felici di avere un nuovo amico entrambi.

Questo racconto mi ha insegnato che l'aspetto esteriore non conta, ma contano solo i sentimenti buoni .

Non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina.

Matteo

Non giudicare un libro dalla sua copertina...

Il giorno dopo ,quando il temporale era già finito,la capretta si svegliò presto contenta di andare ad incontrare l'amico conosciuto quella notte.

Felice prese un pettine, si pettinò per fare bella figura, poi si incamminò per raggiungere il luogo dove si erano incontrati. Durante il percorso pensò che insieme avrebbero poi potuto fare una bella passeggiata sulle colline dai prati verdi, coricarsi sull'erba morbida e mangiare tante foglie fresche.

Una volta arrivata la capretta urlò:” In una notte di temporale!”e nello stesso momento anche il lupo gridò: ” In una notte di temporale!”. Così ad un certo punto si incontrarono. Sbalordito il lupo disse: “ Ma tu, tu sei una capra!”.

 Invece la capretta esclamò: “Che terrore!!!! ….Tu sei un lupo!!!!”. Ci fu un momento di silenzio, poi la capra iniziò a correre, ma prontamente il lupo la afferrò e disse: ” Tranquilla , non ho intenzione di mangiarti, abbiamo tante cose in comune e siamo diventati amici!”. Allora lei rispose:” Beee...grazie per non avermi mangiata! Devi però promettermi che non mangerai più nessuno dei miei simili!” . La bestia seriamente dichiarò: Ok , ti prometto che non ne mangerò più! Parola di lupo!”. Questa storia ci insegna che non dobbiamo giudicare o prendere in giro una persona diversa da noi, ma al contrario, dobbiamo farcela amica. Un proverbio dice : Non giudicare un libro dalla sua copertina .

                                                                                                     Joele

 Due animali, pur diversi, diventarono veri e propri amici...

Il giorno dopo, quando il sole era già sorto, la capretta e il lupo si misero in cammino per raggiungere la capanna. Erano tutti e due felici di incontrare un nuovo amico. La capra, mentre camminava, pensava a cosa avrebbero potuto fare insieme, a cosa avrebbero giocato e soprattutto se l'amico incontrato fosse una capretta o un altro animale. Il lupo pensava alle stesse cose! La capretta si era truccata, pettinata e lavata, così quando il lupo la vide pensò di mangiarla subito, perchè era troppo bella e carnosa. Il lupo si era dimenticato della sera prima e della parola segreta. La capretta urlava dalla paura, ma poi provò a gridare la frase segreta per capire se la sera prima si era incontrata con lui e non con qualcuno della sua specie. "In una notte di temporale!", urlava ripetutamente la capra. Il malvagio lupo, sentendo quelle parole, si ricordò della notte di pioggia e di quanto erano stati vicini, così non la mangiò, anzi si scusò dicendo: "Scusa, non pensavo che fossi tu la mia nuova amica!". La capretta rispose: "Ci siamo incontrati ieri sera!". Il lupo sbalordito ricordò le emozioni provate: "E' vero, sai a volte l'età inganna!". Poi per rimediare la invitò a pranzo nella capanna; per lui cacciò dei cerbiatti e per l'erbivora raccolse erba fresca del prato e come dessert lui si mangiò ancora carne e la capra invece qualche fiorellino. Poi disse: " Che bello mangiare con te, il luogo è così romantico!". Avevano messo festoni sulle pareti , sedie antiche di pura pelle, un tavolo rosso con al centro una candela accesa e una tovaglia a quadretti bianchi e rossi. Il lupo in un momento così  particolarmente tenero giurò che non avrebbe mai più mangiato capre e caprette. Poi le chiese se poteva incontrarla tutti i giorni per giocare e  divertirsi insieme. Lei accettò e, quindi, da quel momento i due animali, pur diversi, diventarono veri e propri amici. 

A me, questa storia ha insegnato che anche se siamo diversi, arriviamo dall'estero o  abbiamo la pelle e caratteristiche differenti possiamo essere amici. Inoltre dobbiamo avere più fiducia negli amici e in chi ci sta

accanto. Francesco

Anche se non erano uguali potevano essere amici...

Il giorno dopo, quando il temporale era ormai finito, la capretta iniziò a prepararsi; si sistemò il ciuffo e si mise un piccolo fiocchettino rosa in testa, mentre il lupo si mise un papillon blu. Appena la capretta arrivò davanti alla grotta pronunciò la frase: "In una notte di temporale!". Il lupo fece entrare la capretta e sorpreso disse: "Ma tu sei una capra!". Subito lei si mise a correre per paura che il lupo la mangiasse. Poi si rifugiò dietro una grossa pietra, non sapendo che il masso era una delle Rocce Rosse della valle dei lupi e si addormentò. Qualche ora dopo si svegliò e si ritrovò davanti a tantissimi lupi feroci, ma ad un certo punto si sentì una voce che urlò: "Fermi, lei è mia amica!". Era il lupo della notte del temporale. La capretta sollevata si alzò e abbracciò il lupo che la prese per una zampa e la portò nella grotta. I due animali fecero un pic-nic e chiacchierarono tutto il giorno. Entrambi pensarono, che anche se non erano uguali potevano essere amici.

Questa storia mi ha insegnato che dobbiamo sempre avere rispetto del prossimo senza rifiutarlo o fargli del male.

Alice

Si può diventare amici anche se si è molto diversi...

Il mattino dopo,la capretta si svegliò tutta felice di vedere finalmente il volto del suo nuovo amico. Andò a pettinarsi la lana e a truccarsi con cosmetici fatti di fiori rosa.

Anche il lupo si svegliò al mattino presto,si mise un papillon e si pettinò anche lui il pelo .

La capretta, avviandosi verso il luogo dell’incontro, raccolse molte erbe profumate da mangiare all’ appuntamento. Intanto anche il lupo aveva pensato di portare da mangiare,quindi si incamminò con una grossa bistecca tra le zampe. Arrivò prima la capretta e subito disse: "IN UNA NOTTE DI TEMPORALE" , il lupo la sentì e pronunciò la stessa frase .

Quando i due finalmente riuscirono a riconoscersi, la capretta con voce tremante e spaventata chiese: "Sei tu l’amico che ho che ho conosciuto IN UNA NOTTE DI TEMPORALE? Beeee!".

Il lupo ripose : "Sì". Allora la bestia disse: "Farò a meno di mangiarti". La capretta fece un respiro di sollievo. I due si misero a chiacchierare fino a tardi e giurarono di non farsi mai del male .

Questo racconto mi ha insegnato che si può diventare amici,anche se si è molto diversi .

Silvia L.

Abbiamo sempre qualcosa in comune...

Il giorno dopo i due si incontrarono. La capretta prima di vedere il suo amico pensò: "Magari potremmo mangiare insieme e farci compagnia!". Contemporaneamente il lupo pensò: "Potremmo andare a caccia di pecore e rilassarci insieme!". La capra si era fatta un bagno nel laghetto, messo l'abito più bello che aveva e una rosa, poi si avviò e nello stesso momento il lupo, dopo aver fatto anche lui il bagno, essersi pettinato, prese un antidolorifico , si mise un papillon colorato  e uscì. Quando si incontrarono la capra pensò: "Oh no il lupo sicuramente mi mangerà!", poi disse: "Sono la capra che era nella grotta con te, per favore non mangiarmi!" e aggiunse: "In una notte di temporale!". Il lupo disse: "Non posso mangiare una creatura così bella e incantevole, non importa se sei una pecora e io un lupo" e poi esclamò: "In una notte di temporale!". Un po' di tempo dopo il lupo la fece conoscere ai suoi famigliari e la protesse dai loro attacchi. In seguito la capretta fece conoscere al lupo i suoi parenti, controllò che il lupo non li azzannasse e pensò che forse era meglio portarlo via perchè per lui i suoi amici e parenti erano carne molto buona e assai saporita. La pecora salutò i suoi amici e parenti . Il lupo, anche lui, li salutò, poi disse tra sè e sè: "Avrei proprio voglia di farmi uno spuntino!". La capra esclamò: "Ho un po' di fame, cosa vorresti mangiare?". Il lupo rispose: "Vuoi che diventi erbivoro?". La capra rispose: "Sì, così non mangeresti gli altri animali, ma l'erba come me!". Si incamminarono così verso il prato più vicino. Questa storia mi ha insegnato che anche se siamo diversi abbiamo sempre qualcosa in comune.

Francesca

Dobbiamo avere più fiducia e rispetto negli altri...

Il giorno seguente, mentre c'era un bel sole, il lupo aspettava contentissimo il suo nuovo conoscente. “Ah,sono così contento di vedere finalmente il mio amico; sarà alto o avrà la bocca grande come la mia? Non vedo l'ora di scoprirlo!”, disse il lupo con una grande voce roca. La capra invece, che era ancora a casa sua ,si pettinava con molta cura. “Devo farmi bella se voglio fare un'ottima figura davanti al mio nuovo amico; sono così eccitata!”, belò la capra. La gentile capretta decise di incamminarsi per arrivare in tempo al suo appuntamento. “Non sto più nella pelle all'idea che incontrerò l'animale conosciuto ieri!” esclamò. Ormai era quasi arrivata, ma quando mancavano pochi passi per giungere la meta, vide un grosso lupo che fischiettava davanti alla capanna. Il lupo che l'aveva appena avvistata urlò: “Sei fortunata, oggi non ti mangerò, ma solo perchè sto aspettando un amico e sono di buon umore!”. La capra allora contrabbattè: “Anch'io devo vedere un amico davanti a questa capanna!”. Il lupo allora pensò: “E' possibile che l'animale che ho conosciuto ieri sia proprio quella capra?”. La capra che aveva pensato la stessa cosa decise di domandargli: “Sai dirmi qual è la parola d'ordine per entrare in questa capanna?”. Il lupo rispose: "IN UNA NOTTE DI TEMPORALE". La capretta, che era rimasta a bocca aperta, decise di dirgli: “So chi hai incontrato ieri durante il temporale: era una capretta e sono io!”. La bestia che aveva ormai capito tutto rispose commossa: “No,non ho conosciuto una capretta,ma ho trovato un amico che, pur essendo diverso da me esteriormente, è molto simile a me; questa è la sola cosa che conta!”. La capra allora aggiunse: “No,non è l' unica cosa che conta davvero, ma di essere amici con tutti, anche se si è diversi!”. Da quel giorno in poi il lupo e la capra divennero inseparabili; il lupo non permetteva che gli altri del suo branco mangiassero la capra e lei aveva spiegato a quelli della sua specie di non avere paura del suo amico lupo. Questa storia ha insegnato ad avere più fiducia e rispetto negli altri.

Sergio

Abbiamo tutti qualcosa in comune...

Il giorno dopo il sole, che splendeva alto nel cielo, era curioso per quello che poteva succedere. La capretta tutta felice decise di mettersi un po' di trucco e un po' di profumo per farsi bella per il suo appuntamento e visto che pensava che il suo amico fosse una capra le prese dei fiori da mangiare con delle bacche selvatiche e un po' di erbetta fresca. Il lupo, che pensava che la sua amica fosse una lupacchiotta, decise di andare a cacciare con lei o magari andare in una vecchia fattoria piena di polli e galline per fare un pasto prelibato. Quando si incontrarono davanti alla grotta abbandonata la capra iniziò a correre dalla paura vedendo il lupo, mentre lui, che non l'aveva ancora vista, aspettava con ansia la sua amica. La capretta impaurita cercò di chiamare il suo compagno di una notte di temporale, ma non sapeva il suo nome e quindi urlo: "In una notte di temporale! In una notte di temporale! In una notte di temporale!". Il lupo arrivò subito e vedendo la capra disse: "Sei tu l'animale che è stato con me ieri?". Lei rispose con paura: "Se anche tu conosci la parola d'ordine, sì!". Da quel giorno i due diventarono amici per il pelo e se qualcuno non capiva la loro amicizia, loro facevano finta di niente, perchè si volevano veramente bene. Questa storia mi ha insegnato che non bisogna giudicare le persone dal loro aspetto, perchè una persona ti può sembrare arrogante, ma alla fine può essere gentile e buona. Abbiamo tutti qualcosa in comune.       Tommaso   

Si può diventare grandi amici nonostante le differenze...

Il giorno dopo, quando il temporale era ormai finito, la capretta e il lupo erano ancora a casa propria e dormivano. Lei si svegliò, ma era molto assonnata, si alzò e andò per i campi a raccogliere: erbe aromatiche, che potevano crescere solo in quei luoghi, poi violette, margherite e infine tulipani. Aveva preparato una merenda per lei e il suo nuovo amico con una bella tisana alle erbe e fiori, poi si incamminò verso la grotta sulla collina. La capretta una volta arrivata si sedette su una roccia, che era dentro la grotta, poi aspettò e aspettò per molto tempo. Alla fine vide in fondo alla collina un animale grande e robusto, una bestia feroce. Lei spaventata si rifugiò al fondo della grotta. Il lupo, ormai arrivato in cima, entrò nella grotta e si mise a cercare la sua amica. La bestia gridava: "In una notte di temporale!". Così lei coraggiosamente si fece vedere. Il lupo disse: "Ah, ma tu sei una capretta!". Lei rispose: "Sì! Vuoi fare merenda con me?". Il lupo rispose di sì e con entusiasmo fecero una merenda a base di erbe aromatiche e fiori. Il lupo era molto contento e per ringraziarla la portò a casa sua e le offrì cena. Quando si fece buio la capretta se ne andò a casa propria e l'indomani si videro nuovamente perchè erano diventati veri amici. Questo racconto mi ha insegnato che si può diventare grandi amici nonostante le differenze. 

Alessia


L'apparenza inganna...

Il giorno dopo i due amici si incamminarono verso la grotta dove si sarebbe svolto il loro appuntamento. La capretta intanto pensava: “Che bello! Sono felicissima di andare dalla mia nuova amica! Faremo di sicuro moltissime cose insieme! Oh no, non le ho fatto nessun regalo!”. La capretta andò subito nel suo recinto e prese un piccolo piatto, dentro ci mise un misto di erbe, salutò i suoi famigliari che erano ansiosi di conoscere la nuova amica e se ne andò. La capretta guardò l'orologio e velocizzò il passo, perchè il suo appuntamento era a mezzogiorno. Intanto il lupo stava pensando: “Quante cose faremo oggi! Andremo di sicuro a cacciare gli animali e correremo veloci! Non vedo l'ora di incontrare la mia nuova amica! Le ho fatto pure un bel regalo: un grande pezzo di carne!”. Quando il lupo arrivò nella grotta, ci entrò e seduta su una pietra vide la sua amica tutta bianca! La capretta si era vestita tutta bella per questo evento, si era presa anche la borsetta! Dietro la sua schiena il lupo emise un ululato e la piccola bestiola si spaventò e si girò terrorizzata. Ci fu un momento di silenzio, il lupo si avvicinò lentamente a lei, che impaurita disse: “Per favore non mi mangiare! Sono tua amica! Ti ho portato anche un regalo!”. Subito la bestia rispose: “No, non siamo più amici, perchè io sono un lupo e tu una capra! Abbiamo tante cose in comune, ma io mangio la carne, tu l'erba e tu sei il mio cibo! Io pensavo che fossi una lupa quindi siamo diventati amici per questo!”. La capra rispose: “Sì, hai ragione! Infatti ho anche paura, adesso che ti ho visto il mio istinto sarebbe di scappare via. Ti voglio però dire una cosa: non bisogna mai guardare l'aspetto esteriore, ma quello interiore! Io penso che tu sia buono e la diversità non conta. Siamo tutti amici!”. Il lupo commosso da queste parole disse: “E' vero, hai ragione! Le tue parole sono molto sagge e mi hai insegnato molte cose! Vuoi diventare di nuovo mia amica?”. La capra rispose: “Certo che lo voglio! Possiamo fare una grande festa e invitare tutto il tuo branco e il mio gregge! Ci divertiremo un sacco! Oggi quando andremo a casa racconteremo tutto ai nostri rispettivi simili! A domani!”

Il giorno dopo si incontrarono e il lupo disse: “Dobbiamo iniziare a preparare la festa!Per il buffet ho già un'idea! Metteremo dei cibi a base di erba e dei cibi a base di carne! Mettiamoci al lavoro!”. Alle otto in punto arrivarono tutti e iniziarono a mangiare e a fare amicizia. Dopo un po' iniziò a piovere e i due amici dissero; “In una notte di temporale!”.Questo racconto mi ha insegnato che l'amicizia è una cosa molto importante, perchè se non hai amici resti solo. Non bisogna mai guardare l'aspetto esteriore, ma quello interiore, perchè anche se siamo diversi, siamo tutti amici. Non bisogna  prendere in giro gli altri, ma volerci tutti bene.


Melissa

Restarono sempre insieme nonostante le diversità...

Il giorno dopo, alla luce del sole, i due animali si svegliarono. La capretta, pensando che il lupo fosse una capra, decise che l’avrebbe portata a casa sua e le avrebbe preparato un pranzetto a base di erbe e di fiori deliziosi. Così prese la sua borsetta e l’ombrello, in caso si fosse rimesso a piovere, e si incamminò per raggiungere la grotta. Nel frattempo il lupo pensò che con il suo amico avrebbe potuto andare a cacciare e poi lo avrebbe sicuramente invitato nella sua tana per poterlo presentare alla sua famiglia. Arrivata là, lei con la sua voce stridula pronunciò le parole: “IN UNA NOTTE DI TEMPORALE”; allora lui ricordò la frase e uscì…quando videro i propri musi restarono entrambi a bocca aperta. Lui le disse : “Allora sei una capra!”, lei rispose: “E tu un lupo!”. Lei domandò: “Ma noi saremo sempre amici?”, lui rispose: “Certo!”. Così da quel giorno restarono sempre insieme nonostante le diversità. Questo racconto mi ha insegnato che bisogna essere amici anche con persone diverse da noi, mi ha anche fatto capire che non dobbiamo prendere in giro persone che vengono da altri paesi, ma stare con tutti.

Erica

Possiamo essere amici...

Il giorno dopo alle 10:30 tutti e due si stavano ancora preparando: la capra si ricoprì il muso di trucco e si mise un fiocchetto rosso con i pallini rosa in testa, invece il lupo solo una giacchetta color verde e degli occhiali da sole neri. Lui era già nella grotta ad aspettare la capretta ed erano le 11:30. Dopo mezz’ora lei arrivò contenta di incontrare un nuovo amico; bussò contro la roccia e disse: “In una notte di temporale!”. Il lupo disse: “Entra pure!”. La capra gli chiese invece di uscire, perché era mattina e voleva vederlo bene. Quando si incontrarono rimasero sbalorditi: lei era spaventatissima per il fatto che i lupi mangiano la carne, lui anche se avrebbe potuto mangiarla decise di non farlo, perché era una sua amica e loro due avevano tante cose in comune. Il lupo disse alla capretta di calmarsi, perché lui non avrebbe mai mangiato un amico. La capretta era molto felice e così lo invitò a casa sua a mangiare pranzo. Aveva preparato una minestra a base di erbe aromatiche e come dessert una torta ai frutti di bosco. Dopo aver mangiato andarono insieme a fare una passeggiata in mezzo ai campi. I due animali diventarono amici e si incontrarono tutti i giorni per giocare o in montagna o ai piedi delle colline, con il pensiero che anche se erano diversi potevano divertirsi insieme. Questa storia mi ha insegnato che anche se siamo diversi possiamo essere amici. Io in classe ho due compagni di origine albanese e uno di origine polacca: sono contenta di essere loro amica anche se sono di origine italiana.

Silvia F.

Bisogna avere fiducia negli altri...

Il giorno dopo, quando ormai il temporale era cessato, il lupo si era incamminato per andare all'appuntamento e mentre pensava a cosa avrebbe potuto fare insieme alla nuova amica: andare a cercare del cibo, saltare di qua e di là nei prati verdi e giocare. La capretta aspettava ed intanto si pettinava,si faceva bella e infilava un abito di lino tutto rosa con sopra disegnati tanti piccoli fiorellini bianchi . Ad un tratto la capretta vide in lontananza un lupo, si nascose nel rifugio dove aveva passato la notte e, dopo qualche secondo, sentì gridare: “In una notte di temporale!”. La capra, che era uscita dalla grotta,vide che era stato il lupo a ululare e capì che la sera precedente non era stato un suo simile con lei nella grotta, ma una spaventosa belva. La capra allora si avvicinò piano piano e quando fu arrivata quasi ad un metro di distanzia dalla bestia gli urlò: “In una notte di temporale!”, così anche il lupo capì che era stata lei l’amica conosciuta. L’istinto di mangiarla fu grande, ma poi gli tornò in mente che lei lo aveva consolato e gli aveva tenuto compagnia in una notte di paura. In quel momento tutti e due capirono che non bisogna guardare l’aspetto esteriore, ma come si è dentro e che bisogna avere fiducia negli altri.

Noemi

Amici vuol dire conoscersi...

All’ alba del giorno dopo, la capra, ansiosa di incontrare il suo amico, si preparò per il dolce incontro. Anche il lupo, frettoloso si fece un bagno caldo, si lavò i denti e si spazzolò il pelo per sembrare più bello.

A mezzogiorno arrivarono entrambi al prato di fronte alla caverna.

La capra, mentre aspettava, iniziò a brucare l’erba e non si accorse dell’arrivo del lupo. Questo, invece, appena arrivò vide una capra e , visto che era ora di pranzo, pensò subito di mangiarsela. Si avvicinò piano piano e prima di saltarle addosso le disse : “ Guarda, guarda che bella capretta adesso ti mangio !”.

La capra si spaventò molto ed era pronta ormai a morire, ma fortunatamente le sembrò di riconoscere quella voce e gridò : “ In una notte di temporale !”.

Il lupo allora si bloccò, riconobbe la voce della sua amica e rispose anche lui :” In una notte di 

temporale !”.

I due si abbracciarono felici di essersi riconosciuti e di poter stare insieme come amici.

Questa storia mi ha fatto capire che si può essere amici con tutti anche con chi sembra essere diverso da te. Bisogna sempre conoscersi bene e cercare di essere amici con tutti.

                                                           Antosh

                                      

Un cuore buono rende amici...

Il giorno seguente il sole fece splendere il cielo dopo quella notte tempestosa ,così la capretta e il lupo si svegliarono di buon umore.

Tutti e due erano emozionati di vedersi per la prima volta e per aver stretto una vera amicizia al buio in una capanna.

Alla capra, felice di aver conosciuto un nuovo amico, vennero però dei dubbi e tra sé e sé pensò:” E se non sarà una capra, chi mai sarà quell’animale che arriva dalle montagne?”.Ma la capretta poi scacciò questi brutti pensieri, quindi si preparò e partì. Il lupo invece si lamentò ancora per il male della zampa, ma si vestì e prese della carne in caso di fame.

La capretta arrivò per prima alla capanna e aspettando vide un grosso e grande lupo arrivare dalla collina. Subito il lupo le chiese:”Sei tu l’animale che era nella capanna con me ieri sera?”.Poi aggiunse:”In una notte di temporale!”, la parola d’ordine. La capra spaventata affermò :”Sì, sono io e tu sei un lupo!”. La bestia rispose:”Beh, nonostantele tante cose che abbiamo avuto in comune non pensavo proprio di trovarmi di fronte una capra!”.

La capretta spaventata dal fatto che un lupo era l' amico conosciuto nella grotta gli domandò:”Maaa sei aggressivo, feroce o sei anche e per caso ...un pochino docile?”.

Lui rispose:”Diciamo docile, io non sono un animale a cui piace particolarmente la caccia. Invece tu come sei?”.

“Sono generosa ed educata e mi piace stare con animali nuovi e diversi!”, rispose la capra contenta nonostante tutto del suo nuovo amico.

Poi le venne in mente un’idea e disse :”Perché non invitiamo tutti i nostri amici lupi e capre per far capire che si può diventare amici e tutti possono avere qualcosa in comune nonostante la diversità? Che ne pensi?”.

Il lupo rispose :”Sì, sono d’accordo,hai detto proprio una bella cosa!”.

Così il lupo e la capra andarono a chiamare i loro simili, che dopo circa un’ora arrivarono tutti; i due iniziarono a parlare della loro amicizia e tutti furono d’accordo nel volersi bene a vicenda.

Da quel giorno ogni lupo e ogni capra non furono più soli, ma ebbero un compagno o una compagna per poter vivere insieme e in amicizia avventure straordinarie.

Questa storia mi ha insegnato che non tutti possono essere uguali , ma avere un cuore buono porta fare nella vita gesti di fratellanza.

Giovanni

 

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by lauracamu

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Public - 4/12/16, 12:56 PM