L' alimentazione Giapponese


                                                                                                                                 Gabriella del Giudice, III H

Armonia di forme e colori. Bellezza e soddisfazione del senso estetico. Se per gli occidentali la cucina è, prima di tutto, rivolta all’appagamento del gusto, per i giapponesi la vista è il primo senso che entra in gioco, a tavola. Ciò che viene pensato per essere gustato, viene pensato per essere gustato prima dagli occhi. Il piatto è una piccola opera d’arte che deve soddisfare regole precise di armonia e grazia, accostamenti di colori che non siano stridenti e di forme che siano complementari ed equilibrate

La storia della cucina giapponese ha inizio nel periodo Jōmon, con i primi insediamenti neolitici giapponesi, che basavano la loro alimentazione sul riso e sui frutti di mare fin dai primi tempi. 

Alcune fonti suggeriscono un quadro di abitudini alimentari ben definiti solo a partire dal momento della formazione della dinastia Yamato. Quando il buddismo divenne pratica comune, venne introdotto il divieto di consumazione della carne, che resterà in vigore fino alla restaurazione di Meiji. Una volta che il Giappone entrò nel periodo edo, venne introdotta una ricca varietà di cibi e specialità culinarie, la quale andrà a comporre la cucina tradizionale giapponese. 

Nel periodo Meiji, con l'abolizione del sakoku, diverse specialità straniere andranno a complementare la già ricca lista di piatti giapponesi.




Oggi si può dire che la cucina giapponese risente di influenze di tutto il mondo, ed è diventata "social"...

I pasti principali 

In Giappone, il consumo di cibo è organizzato intorno a tre pasti principali:

  1. La colazione, la quale può essere tradizionale o occidentale;
  2. Il pranzo, il quale viene spesso consumato rapidamente a lavoro o a scuola, ed è solitamente composto da pasti preconfezionati o preparati precedentemente in casa in scatole apposite per il cibo (bento);
  3. La cena, più rispettosa della tradizione. È consuetudine consumarla in piccoli ristoranti o bar quali izakaya o nelle bancarelle in strada (yatai);

Sono stati i cinesi a introdurre in Giappone l’abitudine di mangiare con le bacchette. Dal momento che non si usavano forchette e coltelli che servono per tagliare il cibo in pezzetti, le pietanze giapponesi sono sempre state molto piccole, adatte quindi a essere afferrate con i bastoncini e portate alla bocca così come sono. L’esempio più scontato è il sushi. 

Il sushi 

Il sushi è un piatto tipico della cucina giapponese a base di riso insieme ad altri ingredienti come pesce, alghe, vegetali o uova. Il ripieno può essere crudo, cotto o marinato e può essere servito appoggiato sul riso, arrotolato in una striscia di alga, disposto in rotoli di riso o inserito in una piccola tasca di tofu.

Gyoza 

Abbiamo provato anche noi a realizzare un piatto tipico giapponese: i "gyoza".

Vediamo i passaggi per realizzare questi piccoli ravioli!

Ingredienti 

Per la sfoglia

Acqua (calda) 90 g; Farina 00 200 g; Sale 1 pizzico

PER IL RIPIENO

Maiale macinato 400 g; Cipollotto fresco 60 g; Cicoria 50 g; Aglio 1 spicchio; Salsa di soia 20 g; Tuorli 1

PER LA COTTURA

Olio di semi 10 g 

PER LA SALSA

Salsa di soia 20 g ; Tabasco 4 gocce

Lavorare la farina e l'acqua, fino ad ottenere un impasto. Formare palline dal peso di circa 20g ciascuna e lasciare riposare 30 minuti. 

Nel frattempo prepariamo l'impasto: tritiamo la cipolla, la cicoria, la carne di maiale, la cipolla, l'aglio e aggiungiamo la salsa di soia e il tuorlo. 

Siamo ora pronti ad assemblare i ravioli: 

  1. Per prima cosa stendiamo l'impasto, formando dei dischi
  2. Posizioniamo al centro un cucchiaino di farcia.  

Facendo quindi pressione con la punta delle dita, chiudiamo  i ravioli a mezzaluna , pizzicando la sfoglia lungo la linea di chiusura per conferire al raviolo il suo tipico aspetto di fagottino . 

Ora cuociamo i Gyoza!

Friggiamo i ravioli, assicurandoci che tutti i lati abbiano una crosticina dorata. 

Infine prepariamo una salsa di accompagnamento unendo la salsa di soia con qualche goccia di Tabasco. 

E il piatto è servito!

La cucina giapponese del XXI secolo: La raindrop cake

 L'ultima espressione della cucina giapponese è la famosa raindrop cake, del cuoco pasticciere  Darren Wong.

 La Raindrop cake a prima vista potrebbe essere scambiata per una goccia d’acqua gigante: in realtà è una torta.

 L’ispirazione arriva dai mochi, piccoli involtini giapponesi di farina di riso ripieni di gelato o marmellata di fagioli, molto diffusi e apprezzati in Giappone.

Al momento i newyorkesi la comprano, pagandola 8 dollari a porzione, allo Smorgasburg, il mercato metropolitano dell’area di Brooklyn.

Grazie per l'attenzione!

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Progetto alimentazione Giapponese

by giusydelgiudice96

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Public - 11/17/16, 8:11 PM