CAPITOLO 1

La terra è un pianeta del sistema solare. La sua forma, detta Geoide, è quella sferica. I suoi movimenti più importanti sono la rotazione attorno al proprio asse e rivoluzione attorno al Sole. 

L'inclinazione dell'asse terrestre rispetto al piano della sua orbita ha come conseguenze il calore.

Lo strato rigido superficiale della crosta terrestre è in continuo movimento ed è diviso in porzioni che prendono il nome di placche. I loro movimenti hanno determinato l'attuale configurazione della superficie terrestre. Ciò è avvenuto in tempi lunghissimi e gli scienziati, sulla base della fauna e della flora che è conservata nei resti fossili hanno suddiviso in ere.

Durante l'età paleozoica sono comparse le prime forme di vita:

  • pesci
  • licheni
Le prime piante terrestri sono invece riconducibili all'era archeozoica, mentre i dinosauri dominarono l'era mesozoica. 

Il genere umano fece la sua prima comparsa durante l'era paleozoica.

Vulcani e terremoti si verificarono quasi sempre lungo i sistemi montuosi delle zolle crostali.

Quando un sisma avviene in fondo al mare può dare origine allo tsunami.

Le terre emerse costituiscono circa il 35% della superficie del pianeta e si possono dividere in 6 continenti:

  • Europa
  • America
  • Asia
  • Africa
  • Oceania
  • Antartide
Sulle terre emerse si sono formate numerose catene montuose. Le principali sono: nella regione euroasiatica l'Himalaya, K 2, Everest; nelle Americhe montagne rocciose Appalachi, Cordigliera delle Ande; in Africa catena dell'Atlante, monte Kenia, il Kilimangiaro.

In ogni continente ci sono anche vaste pianure formate da deserti.

Le acque occupano il 65% della superficie terrestre. Gli oceani sono 3: Indiano, Atlantico, Pacifico e formano ciascuno molti mari. Le acque continentali sono costituite principalmente da fiumi e laghi. Il fiume più lungo è il Nilo e il lago più grande è il Mar Caspio.

CAPITOLO 2

La formazione degli ambienti naturali è determinata da una serie molto ampia di fattori che si combinano tra loro. Il più importante è la latitudine.

Bisogna poi prendere in considerazione:

  • morfologia del territorio
  • tipologia dei suoli
  • distanza dal mare
  • eventuale presenza nel mare di correnti calde o fredde
Lo stato di salute degli ambienti naturali è parò minacciato dalla pressione esercitata dalla specie umana. Tra i fenomeni che più preoccupano troviamo l' effetto serra e il buco nell'ozono.

Le foreste pluviali sono l'ambiente più ricco di vegetazione di tutto il pianeta. Questa ricchezza è dovuta: alla piovosità abbondante e a una temperatura costante e sempre elevata durante tutto l'anno.

Tipo particolare di foresta pluviale dominato dai monsoni è la giungla.

La savana si trova tra la fascia equatoriale e quella tropicale. Il suo clima è costituito da stagioni secche in cui predomina il colore giallastro e da piogge in cui colore predominante è il verde.

L'uomo moderno vi ha introdotto: 

  • piantagioni
  • allevamento
  • caccia di animali mettendo a rischio l'equilibrio degli ecosistemi naturali
Le aree temperate sono situate trai tropici  e i circoli polari. Qui le temperature non sono ne troppo alte e ne troppo basse e vi è alternanza delle stagioni. Possiamo riconoscere tre ambienti fondamentali:

  • mediterraneo
  • oceanico
  • continentale
I deserti si dividono in caldi e freddi. I primi si trovano a cavallo dei tropici e hanno una escursione termica alta. il più importante  il Sahara.

Il deserto di Gobi, il Takimankan e la Patagonia sono i principali deserti freddi.

Le latitudini estreme sono caratterizzate da un clima freddo.

Taiga e Tundra sono presenti solo nell'emisfero boreale. Nel primo ambiente troviamo una vegetazione composta da foreste di pini, abeti, betulle, larici mentre nel secondo crescono solo muschi e licheni. La principale differenza tra i due poli e che il polo nord è un'immensa calotta di mare ghiacciato mentre il polo sud è un continente.

CAPITOLO 3

Oggi sulla terra vivono circa 6 miliardi e mezzo di persone. La popolazione ha però cominciato ad aumentare in misura elevata solo negli ultimi due secoli.

Nelle società antiche, infatti, il numero delle nascite e quelle delle morti più o meno si eguagliava e quindi la popolazione rimaneva stabile. Dopo la rivoluzione industriale, nei paesi più avanzati la mortalià ha cominciato a diminuire a causa di nuove tecniche in agricoltura, del progresso medico e scientifico, dello sviluppo economico, determinati da una crescita a ritmi sostenuti della popolazione.

Nei paesi meno sviluppati invece la mortalità ha cominciato a diminiuire solo dopo la seconda guerra mondiale.

All'inizio del terzo millennio quasi la metà della popolazione mondiale vive in città. Negli ultimi due secoli la popolazione che vive in città è molto aumentata a causa della popolazione stabile (invecchiamento della popolazione), forte urbanizzazione (aree metropolitane), istruzione diffusa, strutture sanitarie (prevenzione ed alta speranza di vita), ampie diffusione dei mezzi di comunicazione (internet, tv, quotidiani).

Le città dei paesi più poveri hanno un centro cittadino simile a quello dei paesi più sviluppati con grattacieli e grandi edifici ma le periferie mancano di strade, fognature, sistema smaltimento rifiuti, sistema dei trasporti.

Oggi i principali flussi migratori hanno origine dai paesi in grave difficoltà economica e politica e si dirigono verso i paesi più ricchi.

Oggi per definire un gruppo umano omogeneo per tradizione ed elementi quali il colore, per la pelle, le abitudini sociali, i modi di vivere e i tratti somatici si usa il termine etnia.

Secondo le teorie più accreditate, la razza umana deriverebbe da unico ceppo. Le lingue classificate in raggruppamenti linguistici; i cinque più importanti: l'indoeuropeo, sino-tibetano, Aralo-altaico, Austronesiano, Semito-camitico. Tra le religioni, la più seguita è quella cristiana insieme a quella musulmana, i cui fedeli credono in Allah.

La religione buddhista conta 60 milioni di fedeli. In India più di 800 milioni di persone sono di religione induista. In Cina sono diffuse invece le religioni taoista e Confuciana, mentre in Gippone insieme al buddhismo è diffuso il scintoismo.

Nel mondo più di 800 milioni di persone non hanno abbastanza da mangiare, mentre un terzo della popolazione soffre di qualche forma di malnutrizione. I paesi poveri, inoltre, devono affrontare gravi malattie quali la tubercolosi, la malaria e l'Aids che richiedono medicine molto costose. Una differenza tra stati ricchi e poveri è data dal livello di istruzione: nei primi l'analfabetismo non esiste quasi più, mentre in alcuni paesi poveri arriva a punte dell'85,7% in Niger e dell'80% in Eritrea.

CAPITOLO 4

Il termine globalizzazione dell'economia indica che oggi le economie dei paesi del mondo sono sempre più differenti tra loro: oggi le merci disponibili su mercato spesso provengono dai paesi un tempo considerati arretrati. La globalizzazione economica è stata causata da: 

  • abolizione delle barriere doganali
  •  grande trasformazione nel sistema dei trasporti
  • nuovi sistemi informatici e di telecomunicazione
  • economia di mercato
Possiamo individuare nel mondo diverse grandi aree economiche. L'area dei paesi ricchi è composta da Stati Uniti e Canada, Europa occidentale, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Gli abitanti di quest'area, che costituiscono il 15% della popolazione mondiale, consumano circa l'80% delle risorse della terra.

La regione meno sviluppata nel mondo è il Nepal.

In Asia orientale i redditi sono bassi o medio bassi ma la globalizzazione sta avendo uno sviluppo così rilevante da preoccupare U.S.A. e Union europea.

Nei paesi poveri l'agricoltura è arretrata, inoltre molta della popolazione aggrava la situazione economica e la ricchezza è concentrata nelle mani di ricchi latifondisti.

Nei paesi sviluppati l'agricoltura occupa un numero inferiore di addetti, le rese per ettaro sono molto grazie all'utilizzo di macchinari, fertilizzanti chimici, antiparassitari, sistemi di irrigazione in grado di distribuire l'acqua a seconda del prodotto coltivato.

Nelle regioni più aride della savana l'allevamento costringe la popolazione ad una vita nomade e semi nomade alla ricerca di pascoli.

L'allevamento estensivo le immense superfici americane, le terre argentine e quelle australiane; l'allevamento intensivo in moderne stalle è diffuso prevalentemente in Europa.

Il funzionamento delle industrie è più in generale della società moderna si basa sullo sfruttamento delle risorse della terra, che vengono classificate in tre diversi gruppi:

  • risorse metallifere,
  • risorse energetiche
  • risorse non metallifere e rocce industriali
Le fonti energetiche si dividono in non rinnovabili (petrolio, carbone, gas naturale e uranio) e rinnovabili (energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica). Le fonti energetiche rinnovabili sono più sviluppate. Il combustibile più usato nel mondo è il petrolio.

Le principali aree industriali si trovano in Europa occidentale, orientale e America settentrionale. Negli ultimi decenni hanno fatto la comparsa sulla scena della geografia industriale alcuni paesi del sud est asiatico e anche Cina (aree costiere) e India.

Il "trasporto" delle informazioni avviene attraverso le onde radio, le cui rete possono essere cablate, costituite da cavi metallici e fibre ottiche come nel caso della telefonia fissa.

Utilizzando il telefono è possibile entrare in "Internet", la rete che collega il computer in tutte le parti del mondo. 

Per quanto riguarda il commercio i paesi industrializzati assorbono i 3/4 del commercio totale dei prodotti manufatti e dei servizi, e l'Europa è la prima area commerciale del mondo.

La globalizzazione dell'economia ha determinato un vertiginoso aumento dei flussi di capitale.

A partire dal secondo dopoguerra, con il miglioramento complessivo del livello di vita di ampi stati della popolazione, il turismo è diventato un fenomeno di massa.

CAPITOLO 5

Al centro del sistema del mondo c'è la triade costituita da Unione europea, Giappone e Stati Uniti; qui si concentra ricchezza, il potere politico e la potenza militare.

Tra le potenze emergenti possiamo citare India, Cina e Brasile.

Il Medio Oriente rappresenta un nodo ricco di incognite e concentra i 2/3 mondiali delle riserve di petrolio.

Negli ultimi 50 anni ci sono stati più di 250 conflitti locali. I conflitti, oltre che dagli interessi economici, sono stati generati da questioni che riguardano confini e territori che due paesi si contendono, oppure per scontri etnici e religiosi.

I conflitti più sanguinosi hanno interessato alcune repubbliche dell'ex Unione Sovietica e dell'ex Jugoslavia, l'area del golfo Persico e il Ruanda, dove durante la sanguinosa guerra civile sono stati uccisi tra 800 mila e un milione di appartenenti alle etnie tutsi e hutu.

Dopo la seconda guerra mondiale, per garantire la pace e la sicurezza quasi tutte le nazioni della terra hanno dato origine all'ONU con sede a New York.

L'organizzazione dell'ONU riunisce tutti i rappresentanti dei paesi membri ma il potere decisionale spetta al consiglio di sicurezza, che è composto da 15 paesi membri. U.S.A.,Cina, Francia, Regno Unito e Federazione Russa sono membri permanenti di questo organismo e hanno diritto di veto.



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geografia per esame

by leomazzo

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Public - 6/1/16, 1:06 PM