La  Luna

Mattina del 12 aprile 1961. Il più famoso speaker della radio russa, Levitan, fa interrompere le trasmissioni e annuncia: fra poco sentirete un importante comunicato sul primo uomo nello spazio. Passano due minuti, ed ecco il nome: l’uomo è Yuri Gagarin, un bel ragazzo simpatico dalla larga faccia contadina che è stato preferito a tutti i cosmonauti sovietici. La fotografia di Gagarin fece subito il giro del mondo attraverso giornali e televisioni. L’impressione è enorme. Più spaventati che affascinati gli americani: si sentono battuti nella corsa allo spazio e temono che il successo scientifico dell’Unione Sovietica si trasformi in una minaccia militare . Agli europei, un po’ tagliati fuori da questa lotta, non dispiace in fondo che il trionfatore appartenga alla vecchia civiltà continentale.

Gagarin è il primo uomo nello spazio perché i sovietici hanno, per i loro razzi, propellenti più forti di quelli americani.

Quasi mezzo miliardo di telespettatori in tutto il mondo seguì affascinato il primo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, collegatosi con gli astronauti Edwin Aldrin, Neil Armstrong e Michael Collins a bordo dell’Apollo 11, definì la sua come la “telefonata più importante della storia” e il papa Paolo VI inviò agli “avventurieri dello spazio” i suoi auguri e la sua benedizione. L’umanità stava realizzando un sogno che aveva coltivato per secoli. Avviato nel 1958 e proseguito nel 1961 del presidente Kennedy, il programma spaziale americano era stato grandemente potenziato dopo i primi successi sovietici (messa in orbita dello Sputnik e volo orbitale della Vostok 1 con a bordo il primo cosmonauta Jurij Gagarin). Gli Stati Uniti, infatti, volevano recuparare la superiorità persa in questo campo: utilizzando esperienze e dati forniti dai programmi Mercury e Gemini, concentrarono i loro sforzi sul progetto Apollo. Accuratamente preparato con voli sperimentali, la mattina del 16 luglio 1969 l’Apollo venne lanciato dalla base di Cape Canaval in Florida. Il 21 luglio il modulo lunare Eagle, sganciatosi dall’astronave, inziò la sua discesa verso la Luna.

Allunati nel Mare della Tranquillità, gli astronauti Armstrong e Aldrin iniziarono a installare le apparecchiature adatte agli esperimenti scientifici (anemometri, sismografi, riflettori e strumenti a raggi laser) e a raccogliere materiale ( sassi e polvere lunare) da riportare sulla Terra per accurate analisi. Dopo una sosta di 21 ore, ebbero inzio le manovre di riaggancio dell’Eagle al modulo di comando, in cui era rimasto l’astronauta Michael Collins. Sulla superficie lunare, oltre alla bandiera degli Stati Uniti, venne lasciata una targa metallica recante la scritta: << Siamo venuti in pace, in rappresentanza di tutta l’umanità>>. Il viaggio di ritorno - un volo durato 59 ore e 55 minuti - si concluse il 24 luglio: alle 17:51 la capsula spaziale Columbia, con a bordo i tre astronauti, ammarava nell’Oceano Pacifico dopo aver superato una distanza di 380.000 Km.

Yuri Gagarin: era un giovanotto di 27 anni, un po’ basso di statura, una bella faccia simpatica da contadino russo; suo padre e sua madre lavoravano la terra. A vent’anni, preso un diploma di perito fonditore, si era iscritto a una scuola di pilotaggio, diventando ufficiale dell’aeronautica militare.

A 25 anni era stato ammesso fra i volontari per i primi voli cosmici. Era il 1959. Due anni prima era andato in orbita uno Sputnik senza esseri viventi a bordo, seguito a poche settimane da un altro razzo che portava una cagnetta il cui nome fece il giro del mondo: Laika. Poi altri Sputnik sovietici, qualche Explorer e Vanguard americani e ancora un paio di cani- Belka e Strelka- dentro un satellite russo.

Si aspettava un uomo che avesse il coraggio di entrare in una capsula spinta da un missile per fare “quattro passi” nel cosmo. Gagarin morì giovanissimo, a 34 anni, nel 1968, in un incidente aereo.

Luna: L'unico satellite naturale della Terra. Ha diametro di 3476 km, poco più un quarto di quello della Terra, e massa pari a un ottantunesimo di quella terrestre. La densità media e l'accelerazione di gravità sono quindi, rispettivamente, tre quinti e un sesto di quelle del nostro pianeta. La Luna non possiede atmosfera e sulla sua superficie non vi è traccia di acqua allo stato liquido.

Dalla Terra è visibile poco più del 50% dell'intera superficie lunare. La presenza di un moto relativo Terra-Luna, che comporta piccole variazioni dell'angolo solido sotto cui il satellite è visto da un determinato punto della superficie terrestre, permette inoltre di osservare direttamente le regioni situate ai bordi del corpolunare.

Nel corso di un mese sinodico il nostro satellite mostra un ciclo di fasi dovute alla posizione che esso occupa sia rispetto alla Terra, dalla quale viene osservato, sia rispetto al Sole, che lo illumina rendendolo visibile. Nella cosiddetta fase di novilunio (o di Luna nuova), la Luna si trova tra la Terra e il Sole e la faccia che essa rivolge verso la superficie terrestre, non essendo illuminata dai raggi del Sole, ci appare oscura; durante la fase di primo quarto, circa una settimana dopo, la Luna, il Sole e la Terra sono situati ai vertici di un triangolo rettangolo ideale e solo metà della superficie illuminata dai raggi solari è rivolta verso il nostro pianeta: vediamo allora solo un semicerchio luminoso. Nella fase di plenilunio (o di Luna piena), la Luna si trova dalla parte opposta del Sole, rispetto alla Terra, e ci rivolge l'intero emisfero illuminato. Nell'ultima fase, l'ultimo quarto, si vede nuovamente solo metà del disco lunare. La Luna è crescente nella prima metà del ciclo, quando passa da nuova a piena, e calante nella seconda metà.

Alla superficie, la temperatura della Luna varia tra un massimo di 127 °C al mezzogiorno lunare e un minimo di -173 °C subito prima del tramonto del Sole.

Osservato dalla Terra, il nostro satellite mostra alcune regioni scure che fin dall'antichità vengono denominate mari; si tratta di ampie distese di polveri finissime.

Una gran quantità di dettagli è stata rivelata dalle osservazioni al telescopio e dall'analisi delle immagini riprese dalle moderne sonde spaziali. Le caratteristiche visibili della superficie lunare comprendono crateri, catene montuose, pianure, scarpate e canali. Il cratere più grande, il Bailly, ha diametro di circa 295 km ed è profondo 3960 m, mentre il mare più largo è il Mare Imbrium (mare delle Tempeste), largo circa 1200 km. Le montagne più alte, nelle catene Leibnitz e Doerfel, in prossimità del polo sud lunare, hanno picchi che raggiungono i 6100 m di altezza, confrontabili con quelli della catena dell'Himalaya. I più piccoli crateri visibili con i telescopi sono di circa 1,6 km di diametro.

 L'origine dei crateri lunari fu a lungo oggetto di discussione; le teorie moderne indicano che quasi tutti si formarono a causa degli impatti violenti di velocissime meteoriti o di piccoli asteroidi, avvenuti, nella maggior parte dei casi, nel corso delle prime fasi della formazione della Luna. Alcuni crateri, canali e picchi conici mostrano invece caratteristiche inequivocabili della loro origine vulcanica.

Origine della Luna


Prima dell'era moderna delle esplorazioni spaziali, gli scienziati proposero tre teorie principali riguardo all'origine della Luna: fissione dalla Terra, secondo la quale il satellite si staccò dalla Terra quando questa si era appena formata;ipotesi dell’accrescimento in orbita terrestre per condensazione a partire dalla nebulosa solare primordiale; e ipotesi della cattura dal nostro pianeta con conseguente cattura. A partire dal 1975 lo studio delle rocce lunari e delle fotografie scattate sulla superficie del satellite avvalorarono una nuova ipotesi secondo cui quest'ultimo si sarebbe formato per accumulo di planetoidi.

Impatto di Planetoidi

Pubblicata per la prima volta nel 1975, questa teoria sostiene che all'inizio del processo di formazione, almeno 4 miliardi di anni fa, il nostro pianeta venne colpito da un corpo di dimensioni paragonabili a quelle di Marte, detto planetoide. L'impatto catastrofico distrusse sia il corpo sia una parte del nostro pianeta e i detriti, entrati in orbita, si fusero formando la Luna. L'aspetto più debole della teoria dell'impatto di planetoidi è nel fatto che essa implica che la Terra si sia fusa dopo l'impatto, mentre la geochimica terrestre non sembra indicare un processo così radicale.

Composizione della Luna

Oggi si sa che la storia geologicamente attiva della Luna è stata relativamente breve e piuttosto lineare. Le regioni superficiali più chiare, denominate ``altipiani'', e le regioni scure, denominate``mari'', racchiudono gli indizi dell'evoluzione lunare una volta acquisite nozioni sufficienti alla descrizione di queste zone. Gli altipiani, che rappresentano l'originaria crosta lunare, comprendono l'80% della superficie lunare. Essi sono ricoperti, sino al punto di saturazione, da crateri di tutte le dimensioni e di varia morfologia: questa craterizzazione particolare ha prodotto la morfologia basilare degli altipiani. Si ritiene che quasi tutti questi crateri siano il risultato del bombardamento meteoritico che avrebbe avuto luogo in gran parte durante le ultime fasi dell'accrescimento. La vastità dei bacini indica che essi si formarono in seguito all'impatto di corpi aventi un raggio di alcuni chilometri, i cosiddetti ``planetesimali''. Il materiale scagliato via in corrispondenza degli eventi di formazione dei bacini sarebbe stato disseminato ovunque; si pensa che attorno al bacino si sia accumulato in un apprezzabile spessore, che ricopre il terreno sttostante. La morfologia degli altipiani lunari puo' essere compresa pressochè interamente in termini degli effetti del massiccio bombardamento meteorico. Queste regioni sono evidentemente molto antiche, dal momento che la densità superficiale dei crateri è così elevata.

Si pensa che il campione totale riportato a Terra sia un campione rappresentativo della varietà di materiali che si ritiene si trovino sulla Luna. Sui frammenti di superficie lunare sono state svolte molte analisi fisiche, chimiche e di datazione. La misura relativa all'età, effettuata tramite la determinazione delle abbondanze di particolari elementi radioattivi (sia dei progenitori che dei loro prodotti di decadimento), è cruciale per il chiarimento della sequenza di eventi ai quali la Luna è stata soggetta. L'analisi chimica di campioni di rocce ignee lunari consente una loro suddivisione in tre tipi principali: anortositi ferrose (grande quantità di metalli leggeri), noriti (cioè rocce riche di Mg) e basalti. Gli altipiani probabilmente si estendono anche sotto i mari. I dati sismici raccolti dalle stazioni geofisiche lasciate sulla Luna, indicano che la crosta lunare (gli altipiani) ha uno spessore fra i 50 ed i 100 chilometri. Si pensa che un tempo l'intera superficie lunare fosse allo stato fuso, fino alla profondità di parecchie centinaia di chilometri, e che da questo oceano di magma ebbe luogo la formazione della crosta.

L'evidenza sperimentale riguardante lo stato attuale dell'interno della Luna è stata ricavata dall'analisi dei dati sismici raccolti dalle stazioni geofisiche presenti sul territorio lunare. Questi dati indicano che l'interno della Luna è solido fino ad una profondità di circa 1000 chilometri, forse con un centro ancora allo stato fuso

La Luna compie tre movimenti (simultanei):

· Il moto di rotazione che la Luna compie intorno al proprio asse.

· Il moto di rivoluzione intorno alla Terra

· Il moto di traslazione movimento contemporaneo della Luna e della Terra intorno al Sole

Eclissi

Quando durante la sua orbita, la Luna si frappone tra la Terra e il Sole, proietta un cono d'ombra sulla Terra detto eclissi solare, o più propriamente eclissi solare totale. Il fenomeno è ben visibile dalla Terra perché il sole viene letteralmente oscurato per alcuni minuti durante il giorno. L'evento non è comune e non accade ad ogni novilunio: occorre che la precessione del piano dell'orbita lunare sia tale che l'asse nodale coincida con la direzione Terra-Sole al novilunio. Leggeri scostamenti di quest'asse possono provocare uno stato di oscurità non totale proiettando solo la penombra della Luna sulla Terra e in questo caso il fenomeno si chiama eclissi solare parziale; in questi casi dalla Terra il Sole è visto come una mezzaluna e la sua luminosità ente ridotta.

Un altro fenomeno interessante è quando la Terra proietta la sua ombra sulla Luna, che accade quando l'asse nodale coincide con la direzione Terra-Sole al plenilunio, ed è chiamato eclissi lunare. La luna piena perde improvvisamente di luminosità non appena entra nella penombra terrestre, per poi oscurarsi del tutto appena entra nel cono d'ombra. A differenza dell'eclissi solare, l'eclissi lunare può avere la durata di alcune ore per via della differenza di grandezza dei corpi che proiettano l'ombra

Le Maree

Le maree sono l'effetto più tangibile dell'influenza esercitata dal Sole e dalla Luna sul nostro pianeta, e sono quindi causate in maniera diretta dalla forza di gravitazione universale che vuole due qualsiasi corpi attrarsi in maniera reciproca in funzione della propria massa e della distanza che li separa.

La Luna esercita infatti una forza di attrazione sulla Terra che maggiormente si ripercuote sulla massa liquida perchè questa, a differenza di quella solida, è più soggetta alle deformazioni.

Ad incrementare il fenomeno concorre anche il Sole con la sua forza di attrazione che comunque agisce in misura minore di quella lunare infatti, anche se più grande, la nostra stella dista dalla Terra 400 volte più della Luna, con la conseguenza che il nostro satellite farà sentire la sua influenza 2,2 volte di più.

Il risultato di queste forze mareali sarà allora un'oscillazione della massa liquida che provocherà in ogni istante un rigonfiamento del livello delle acque che si rifletterà anche nella parte opposta della Terra per cause che vedremo. Viceversa in altri due punti, diametralmente opposti, avremo due abbassamenti. Sono i cosiddetti fenomeni di alta e bassa marea che nell'ambito di un giorno lunare, 24 ore e 50 minuti, si verificheranno nello stesso luogo con una periodicità di 12 ore e 25 minuti ed un intervallo fra uno e l'altro di 6 ore 12 minuti e 30 secondi circa.

Oltre alla forza di gravitazione universale in questo fenomeno entra in gioco anche un'altra forza, quella centrifuga. Infatti la Terra e la Luna, legati da mutua attrazione, costituiscono un unico sistema che ruota attorno ad un baricentro collocato a circa 4800 km dal centro della Terra in direzione della Luna, con il risultato che la massa delle acque che si trova dalla parte opposta alla Luna si gonfia appunto per la forza centrifuga derivante dalla rotazione del sistema.

I livelli d'innalzamento delle acque si fanno sentire particolarmente vicino le coste e possono raggiungere anche i 15 metri, mentre in mare aperto o in mari chiusi come l'Adriatico, toccano il metro di altezza.

C'è da dire infine che oltre ad agire sulla massa liquida questo fenomeno influenza anche il moto di rotazione della Terra. Infatti la Luna trascinando con sè le acque, agisce come un freno sul nostro pianeta, con il risultato di farne rallentare il periodo di rotazione, e dunque la durata del giorno, che va crescendo sempre più anche se in maniera impercettibile.

Luna rossa

A volte capita di vedere la Luna che, nel momento in cui sorge, possiede un colore rossastro. Ciò avviene poiché la sua luce (che proviene dal Sole e che è reindirizzata sulla Terra) deve attraversare uno strato atmosferico più ampio rispetto a quello che trova nel momento in cui è più alta nel cielo; la radiazione luminosa deve pertanto oltrepassare una quantità maggiore di polveri e turbolenze dell'aria ed è soggetta a una maggiore diffusione. Tale azione è più efficace con i raggi a frequenze più elevate, di colore blu, e meno con quelli a frequenze più basse, di colore rosso (scattering di Rayleigh): quindi poiché la componente rossa della sua luce non viene dispersa e arriva diretta ai nostri occhi, noi vediamo la luna di colore rosso.

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La Luna

by caramanirina13

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Public - 5/17/16, 4:59 PM